L’omofobia interiorizzata è definita come la presenza di atteggiamenti negativi nei confronti del proprio orientamento sessuale in persone lesbiche, gay, bisessuali. Tale fenomeno impatta negativamente sul benessere soggettivo, ed è considerata uno dei fattori maggiormente coinvolti nello sviluppo di costellazioni sintomatologiche, prima fra tutte la depressione.

Che cosa è l’omofobia interiorizzata

Quando parliamo di omofobia interiorizzata, ci riferiamo, alla sperimentazione di sentimenti negativi, di variabile intensità, che possono riguardare diversi aspetti dell’orientamento omosessuale. La negatività può, infatti, essere diretta verso i propri sentimenti, i comportamenti sessuali, le fantasie omo-erotiche, le relazioni ma anche la stessa identità come lesbica, gay o bisessuale nel caso della bifobia.

In altre parole, l’omofobia interiorizzata ci porta a credere che l’omosessualità sia sbagliata, a tenerla nascosta e in alcuni casi anche a rifiutarla, negarla.

Come riconoscela

Le modalità in cui si esprime e si manifesta sono varie tanto che in alcuni casi viene facilmente riconosciuta, in altri non è immediatamente percepibile. In presenza di alti livelli di omofobia interiorizzata, si può manifestare con rifiuto o disgusto verso il proprio orientamento sessuale e quindi verso se stessə. In altri casi ci troviamo di fronte a manifestazioni difficilmente identificabili, ma purtroppo non meno deleterie.

Esempi di espressioni di omofobia interiorizzata possono essere:

– La convinzione che lesbiche e gay siano diversə dalle persone etero

– Disagio a farsi vedere in compagnia di persone omosessuali che vivono la propria identità pubblicamente o che hanno fatto coming out.

– la paura di essere scopertə, o di far soffrire qualcunə se ci fosse una rivelazione.

– Negazione che l’omonegatività, l’eterosessismo, la bifobia,il sessismo siano seri problemi sociali.

– Convinzione che gay e lesbiche non debbano avere pari diritti su questioni di matrimonio e adozione.

Cosa causa l’omofobia interiorizzata

Per comprendere il fenomeno, dobbiamo riconoscere che fin dalla più tenera età siamo inserite/i in una prospettiva a senso unico, in cui, crescendo ci si sposerà con persone del genere opposto e con cui si genererà la prole, anche questa etero. Sia inconsciamente e spesso anche in maniera manifesta viene trasmessa la convinzione che l’unica strada percorribile sia l’eterosessualità. Tutto ciò può condurre ad assorbire giudizi negativi a tal punto che questi diventeranno anche i nostri.

Vivere, dunque, in un contesto sociale caratterizzato da alti livelli di etero-sessismo, ma anche appartenere ad una famiglia con elevati livelli di omofobia sono i fattori che impattano maggiormente. Incontrare, inoltre, nell’ambiente circostante un atteggiamento negativo che può arrivare ad essere ostile, fino all’espressione di pregiudizio, discriminazioni e violenza, ne amplifica gli effetti.

Ascoltare e vedere rappresentazioni stereotipate e negative, anche nei media, delle persone lesbiche, gay, bisessuali, può portarci a rafforzare i giudizi negativi verso l’orientamento omosessuale.

Le conseguenze dell’omofobia interiorizzata

Il mondo della ricerca scientifica ci dice che l’omofobia interiorizzata è un fattore di rischio per lo sviluppo di disturbi mentali, in particolar di depressione, attacchi di panico, disturbi d’ansia, dipendenza da sostanze.

L’omofobia interiorizzata  influenza negativamente la salute in molti modi tra cui :

1) È ormai noto e riconosciuto-grazie alla molteplicità di studi scientifici condotti a riguardo- che l’omofobia interiorizzata ha delle conseguenze sulla costruzione della propria identità, impatta negativamente sull’autostima, sull’immagine che abbiamo di noi, determinando sentimenti di svalutazione di sé, colpa e vergogna.

2) Lo stigma, il pregiudizio e la discriminazione creano un ambiente sociale ostile e stressante, anche descritto in termini di minority stress che può portare allo sviluppo di vari problemi psicologici

3) Le esperienze negative reiterate porterebbero inoltre a sviluppare una tendenza ad anticipare e quindi aspettarsi una reazione di rifiuto da parte della altre persone e di conseguenza a una tendenza a rifugiarsi dentro di sé, alla chiusura e all’isolamento

3) Per quanto riguarda le relazioni sentimentali è stato dimostrato che gli uomini gay con livelli più elevati di omofobia interiorizzata tendono ad avere meno relazioni intime o comunque riferiscono di essere meno soddisfatti delle proprie relazioni sentimentali.

Quali strumenti abbiamo per superarla

Innanzi tutto, è necessario riconoscere la presenza di convinzioni e sentimenti negativi, molto spesso inconsci, verso il proprio orientamento sessuale. La psicoterapia può essere un’arma fondamentale nell’aiutare dapprima a prendere consapevolezza di questo fenomeno profondamente destabilizzante, e in seguito ad analizzarlo e infine sradicarlo.

Si potrà lavorare sul miglioramento dell’autostima, sui sentimenti di colpa e vergogna, e ancora su meccanismi inconsci di negazione e rifiuto. L’obiettivo finale sarà dunque quello di ricostruire un’immagine di sé e un’identità positiva ed integrata.

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