L’Endometriosi è una patologia che può affliggere le donne a volte già dalla prima mestruazione e che da quel momento le accompagnerà per tutto l’arco della vita.

Si tratta di una malattia di tipo endocrino- infiammatorio, caratterizzata dalla migrazione di cellule endometriali al di fuori dell’endometrio (mucosa che riveste internamente l’utero). Se ne parla poco ma ha un impatto importante sulla Qualità della Vita e sul benessere psicologico delle donne affette.

I sintomi dell’endometriosi

Il sintomo principale è il forte dolore presente al momento della mestruazione, che può costituire un campanello d’allarme. La dismenorrea, infatti, è in genere il primo segnale sperimentato dalla donna.

A esso possono aggiungersi in base alla localizzazione delle lesioni endometriali:

– Dolore al rapporto sessuale (dispareunia)

– Dolore alla visita ginecologica

– Dolore continuo in vari distretti corporei

– Dolore a urinare,

– Sangue nelle urine

– Stipisi

– Diarrea

– Sangue nelle feci

– Subfertilità o Infertilità

in associazione possiamo trovare:

  • Sindrome del colon irritabile
  • Malattie autoimmuni
  • Fibromialgia
  • Sindrome da fatica cronica
  • Disturbi allergici come ad esempio allergie alimentari
  • Disturbi della tiroide

Nel 50% dei casi si trova inoltre in associazione all’Adenomiosi, Quest’ultima, caratterizzata dalla presenza di materiale endometriale all’interno del miometrio, comporta mestruazioni con sanguinamento molto abbondante, dispareunia, dolore uterino alla visita ginecologica tale da renderla difficoltosa, se non addirittura impraticabile.

Diagnosticare l’Endometriosi

Sebbene almeno 3 milioni di donne ne siano affette (il 15-20% delle donne in età fertile), arrivare alla diagnosi non è sempre semplice e si stima che circa 6 donne su 10 non vengano identificate. La diagnosi arriva spesso dopo un lungo percorso, estenuante oltre che dispendioso, che porta con sé in alcuni casi delle possibili ripercussioni sul piano psicologico.

La diagnosi si ottiene attraverso una visita ginecologica nella quale vengono individuati i punti di dolore e viene valutata l’estensione della patologia. Uno strumento d’indagine di elezione è rappresentato inoltre dall’ecografia.

Le cause dell’Endometriosi

Sappiamo che la patologia è caratterizzata da una resistenza al progesterone e da aumentati livelli di estrogeni locali all’interno delle lesioni.

Sembrerebbe inoltre legata ad una aumentata contrattilità dell’utero e da una tendenza all’infiammazione.

Tuttavia la causa è tutt’ora non del tutto nota.

Un’importante ipotesi eziologica riguarda la possibilità che gli endometriomi si formino a partire da frammenti di tessuto endometriale che migrano attraverso le contrazioni uterine nel flusso mestruale.

L’impatto dell’Endometriosi sulla salute psicologica della donna

Tra i fattori che incidono sul benessere della donna possiamo individuare una difficoltà a riconoscere il dolore della mestruazione come patologico in quanto visto dalla collettività come naturale. La tendenza a sottovalutare il dolore da parte delle persone accanto a sé, inoltre, porta la donna a sentirsi esagerata, inadeguata, e soprattutto sola.

La difficoltà nell’arrivare alla diagnosi e il ritardo nella stessa, comportano un senso di sconforto. Il dolore viene spesso negato, banalizzato dagli altri – Non ci sente comprese nel proprio disagio, e talvolta ci si sente abbandonate, sole con il proprio disagio.

Non di rado la donna subisce un vero e proprio processo di etichettamento e  viene giudicata come troppo ansiosa o ipocondriaca.

Ne può derivare dunque un profondo senso di frustrazione e impotenza.

A questo si aggiunge una difficoltà culturale ad aprirsi ai problemi relativi al ciclo mestruale e all’intimità per paura della possibile stigmatizzazione.

Tutto ciò comporta un ritardo nel rivolgersi al medico e quindi della diagnosi, la cronicizzazione del dolore e la conseguente iper- attivazione dei meccanismi dello stress che a loro volta contribuiscono al sorgere di possibili sintomi e disturbi mentali.

Il dolore può rendere difficoltose le normali attività quotidiane, impattando sul sonno, il rendimento lavorativo, le attività sociali, l’accudimento dei bambini, la sessualità e non da ultima la relazione con il/la partner.

Giunta la diagnosi può accadere che, dopo un primo momento di sollievo dovuto al fatto di aver finalmente trovato una risposta al proprio disagio, si sperimenti una sensazione di fallimento. Si viene colpite in un punto centrale oltre che fortemente simbolico della propria femminilità. Ecco che ci si può percepire come donne ‘fatte male‘.

L’infertilità o la difficoltà a concepire, nel caso in cui la donna abbia desiderio di diventare madre, contribuiscono ad alimentare un’ alterazione dell’immagine di sé, oltre che il doversi impegnare in stressanti percorsi di procreazione medicalmente assistita fino a dover in qualche caso affrontare l’impossibilità di ottenere una gravidanza o di portarla a termine.

Correlati all’Endometriosi, e legati in particolare alla severità del dolore, troviamo inoltre a seguito delle esperienze negative menzionate i seguenti disturbi psichici:

  • Disturbi Somatoformi
  • Depressione
  • Ansia
  • Disturbi alimentari

Il trattamento medico

Il trattamento medico consiste nella terapia ormonale, principalmente, ma non solo, a base di progestinici per via orale o attraverso l’uso di aspirali medicate.

Ci sono anche altre diverse possibilità di trattamento che vanno discusse e valutate con il proprio ginecologo/a.

Accanto a queste il medico di fiducia saprà sicuramente affiancare il farmaco più efficace per gestire il dolore.

I percorsi psicologici nell’Endometriosi

Le conseguenze dell’Endometriosi sulla sfera sessuale, relazionale e intrapsichica rendono spesso necessario l’intervento dello Psicologo e Psicoterapeuta che accompagnerà la donna, la supporterà e la aiuterà a ridefinire se stessa.

Il percorso psicologico dipende e viene impostato sulla base dei bisogni individuali emergenti  durante i primi colloqui, nei quali verranno inoltre stabiliti i possibili obiettivi terapeutici:

  • aiutare la donna ad accettare la malattia,
  • promuovere una più sana immagine di sé
  • fornire strategie utili alla gestione del dolore
  • Trattare i disturbi psicologici associati (ansia, depressione, ecc).
  • Accompagnare e sostenere nei percorsi di procreazione medicalmente assistita.
  • Accompagnare e sostenere qualora fosse necessario l’intervento chirurgico.

Accanto a questi interventi è possibile lavorare con terapie che hanno come obiettivi il benessere di coppia o il miglioramento della vita sessuale.

Se hai forti dolori mestruali o leggendo questo articolo ti rivedi in alcune delle caratteristiche citate non aver timore di rivolgerti al ginecologo/a di fiducia, un trattamento tempestivo può fare la differenza.

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