Le situazioni in grado di provocare risposte ansiose sono innumerevoli e vengono esperite di frequente nella vita di tutti i giorni: fare un discorso in pubblico, presentare un nuovo progetto di lavoro al nostro capo, sottoporci ad un esame di valutazione, sono solo esempi delle circostanze in grado di generare una risposta di stress che tutti noi possiamo sperimentiamo quotidianamente. Ciò che cambia da persona a persona è il modo in cui tali situazioni vengono affrontate: possiamo farvi fronte con facilità o con estrema preoccupazione.

Gli autori di una recente ricerca pubblicata sull’International Journal of Psychophysiology si sono soffermati sulla tendenza di alcune persone a interpretare come pericolosi i segnali fisici dell’ansia, come ad esempio l’incremento del battito cardiaco e l’aumento della sudorazione, ipotizzando che tale “sensibilità” possa essere un fattore in grado di regolare la nostra risposta allo stress vissuto.

Il gruppo di partecipanti, composto da studenti universitari di entrambi i sessi, è stato sottoposto ad una situazione potenzialmente pericolosa, e quindi in grado di generare una risposta ansiosa, in cui sono stati invitati senza preavviso a tenere un discorso in pubblico. Si tratta di una situazione sperimentale che si è dimostrata, in precedenti ricerche, in grado di aumentare i livelli di cortisolo, un importante ormone implicato nello stress.

I risultati

I ricercatori hanno scoperto che gli individui con una maggiore sensibilità all’ansia, che interpretavano negativamente le proprie sensazioni fisiche, tendevano a riferire un umore peggiore oltre che una maggiore tensione dopo il compito assegnato ma allo stesso tempo non vi era alcuna differenza nelle risposte fisiologiche dei soggetti misurate attraverso la frequenza cardiaca e conduttanza cutanea. Ciò suggerisce, secondo gli autori che tale sensibilità influisce con l’interpretazione dello stress piuttosto che essere una vera esperienza fisiologica intensificata di stress. Modificare tali interpretazioni e attribuire un senso più adeguato a ciò che ci accade potrebbe essere quindi un buon punto di partenza nella gestione dell’ansia. L’ansia è infatti, prima ancora che un sintomo di un disagio,  una risposta innata e normale dell’organismo umano che garantisce la mobilitazione delle risorse a nostra disposizione per affrontare un pericolo.

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