Per alcuni di noi questa seconda ondata della pandemia si sta rivelando più faticosa della precedente determinando un continuo stato di Stress continuo e di Ipervigilanza.

Abbiamo, e continuiamo a sperimentare sentimenti di paura, ansia, frustrazione e impotenza, rabbia e dolore.

Per altri l’impatto della pandemia, alla sua origine, è stato ben più forte perché in qualche modo ci si è trovati di fronte ad un pericolo nuovo, sconosciuto e non previsto.

Noi tutti, abbiamo dovuto modificare profondamente le nostre abitudini, abbiamo dovuto fare a meno di ciò che reputiamo fondamentale, è persino venuta meno la vicinanza fisica, ma non emotiva, dagli affetti più cari, abbiamo affrontato gravi lutti senza aver avuto la possibilità di stare accanto alle persone che ci hanno lasciato.  Abbiamo, inoltre, dovuto attingere a nuove strategie di fronteggiamento delle situazione e ci siamo affidati alla nostra capacità di Resilienza.

Ciò che stiamo vivendo potrebbe configurarsi come un “Evento Traumatico Collettivo“, oltre che uno Stress Continuato nel tempo che può avere ripercussioni sul nostro Benessere Psicologico in seguito al sovraccarico che il nostro sistema di risposta allo Stress si trova a gestire. Il Trauma è infatti dato dall’interazione di fattori oggettivi, quali la durata di esposizione allo stressor, la gravità dei danni subiti, il tipo di esperienza, e fattori soggettivi, come ad esempio la propria soggettiva percezione della situazione, il grado di controllo percepito rispetto al poter o meno controllare la situazione, il proprio senso di efficacia o la presenza al contrario di sentimenti di frustrazione e impotenza, il poter godere di un supporto sociale, i significati personali attribuiti agli eventi, la propria storia personale di vita.

Tutto ciò può innescare reazioni anche disfunzionali come il cercare di allontanare il pensiero del pericolo che si concretizza con comportamenti a rischio (posso abbassare la mascherina perché non mi ammalerò proprio io, il virus non è così letale, ecc) o ad una iperattivazione  come quando si metteno in pratica comportamenti eccessivi come ad esempio misurare continuamente la propria temperatura corporea.

Alcuni consigli per affrontare la pandemia

– Diamoci dei piccoli obiettivi giornalieri per aumentare il nostro senso di autoefficacia e ridurre la frustrazione.

– Cerchiamo quanto più possibile di vivere il presente, tornare al qui ed ora ci permetterà di non anticipare il futuro e ridurrà la nostra ansia. Un aiuto, in questo senso, potrebbe essere quello di dedicare una piccola parte del nostro tempo ad attività come la meditazione e lo yoga.

Evitiamo di passare troppo tempo a seguire la progressione dei contagi e seguiamo le notizie preferibilmente al mattino, mai prima di andare a letto, scegliendo una, massimo due fonti di informazione, verificandone l’attendibilità.

Prendiamoci cura di noi stessi, coccoliamoci in vari modi, quelli che preferiamo, come ad esempio aver cura del nostro corpo usando creme profumate, cucinando i nostri piatti preferiti, ecc.

– Non rinunciamo alla nostra progettualità: fermiamoci ad ascoltare i nostri desideri, cosa vogliamo fare quando tutto questo sarà finito.

Affidiamoci al nostro senso di collettività e solidarietà: ci farà sentire utili e meno soli.

– Quando ci si rende conto di non potercela fare da sole/i, perché di fatto, questa è una condizione che ci sta provando enormemente, chiediamo aiuto. Le attività di supporto psicologico e psicoterapia, così come tutte le prestazioni sanitarie, sono sempre attive, vengono svolte sia in presenza che on line o per telefono.

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