Gestire e Trattare il Panico

La Paura e il Panico

Di fronte ad un pericolo sperimentiamo l’emozione della paura e mobilitiamo tutte le nostre risorse (aumento del battito cardiaco, aumento della frequenza respiratoria per farvi fronte. Il nostro repertorio di risposte ci consente di scappare o attaccare di fronte a ciò che mette a repentaglio la nostra vita. Scopriamo che la paura è un’emozione fondamentale al servizio della nostra sopravvivenza.

La differenza tra l’esperienza della paura e ciò che noi sperimentiamo durante l’attacco di panico è che nel primo caso siamo in grado di rintracciare l’oggetto che genera l’emozione, riconosciamo il pericolo o il rischio, negli attacchi di panico invece c’è spesso un innesco invisibile tanto che a volte ci sembrano, apparentemente, venuti fuori dal nulla.

Cosa è un attacco di panico?

È un periodo di intensa paura e disagio, insopportabili, insorto improvvisamente che raggiunge il picco nel giro di 10 minuti circa, in assenza di un pericolo reale, che include alcune delle seguenti manifestazioni somatiche e psicologiche:

  1. sudorazione
  2. palpitazioni o tachicardia
  3. senso di soffocamento
  4. dolore o fastidio al petto
  5. tremori
  6. sudorazione
  7. brividi o vampate di calore
  8. nausea o disturbi addominali
  9. sensazione di svenimento
  10. formicolio o sensazione di torpore
  11. sensazione di irrealtà o di essere distaccati da se stessi
  12. paura di perdere il controllo o impazzire
  13. paura di morire

È importante comprendere che l’attacco di panico deve essere diagnosticato da uno/a specialista Psicologa/o o Psichiatra e pertanto la lista dei sintomi sopraelencati devono essere considerati come una semplice indicazione anche perché possono essere ascrivibili ad altri disturbi.

La prima reazione è quella di individuare una causa medica, anche perché la sperimentazione dei sintomi somatici ci fa pensare di avere un male fisico ed è per questo che ci si rivolge al proprio medico o al pronto soccorso.

Spesso si sente il bisogno di fuggire dal luogo in cui ci si trova in quel momento mentre solo in alcuni casi può essere presente una paura relativa al trovarsi in luoghi nei quali sarebbe imbarazzante o difficile scappare o ricevere aiuto (ascensori, autobus, in mezzo alla folla, essere soli in casa, ecc.) che possono portarci ad evitare queste situazioni.

Successivamente si può sviluppare  la “paura della paura”, una paura di avere altri attacchi che può portare a comportamenti di evitamento di alcuni contesti in cui crediamo di poter ri-sperimentare quello stato di intensa paura da cui vorremmo liberarci prima possibile.

Esistono inoltre tre tipi di Attacco di Panico:

  •  Inaspettato : quelli in cui la persona che li sperimenta non riesce ad associare l’esordio dell’attacco ad una “causa” specifica e viene avvertito spesso come un fulmine al ciel sereno.
  • Causato dalla situazione: si manifesta in risposta ad un particolare stimolo, in situazioni che sono in grado di scatenarlo. Gli esempi potrebbero essere avere l’attacco di prima di parlare in pubblico, prima di un’interrogazione a scuola, ecc.
  • Sensibile alla situazione: a differenze di quelli indotti dalla situazione non sono si verificano esclusivamente subito dopo aver sperimentato qualcosa e non sono associati invariabilmente ad un contesto specifico, ad esempio si possono manifestare mentre si guida la macchina ma non tutte le volte accade.

Come e perché sperimentiamo l’Attacco di Panico?

Le motivazioni della comparsa del sintomo possono essere varie: può essere dovuto alla presenza di un disturbo dell’umore, una problematica legata all’assunzione di sostanze, un disturbo d’ansia, ecc. E’ possibile sperimentare un attacco di panico dovuto ad una paura specifica ma in altri casi non è così semplice individuare il fattore in grado di scatenarlo. Importante sarà individuare ciò che è accaduto prima dell’attacco, un evento, un pensiero, una circostanza di vita, un desiderio represso. Sarà fondamentale chiedersi:

1) Dove mi trovavo quando è successo la prima volta

2) Con chi ero?

3) Quando?

4) Come?

5) Cosa accade nella mia vita in questo momento?

Partendo da queste domande, all’interno di un percorso di Psicoterapia si cerca di rintracciare il filo conduttore per poi lavorare su un nuovo progetto per la nostra esistenza che ci conduce ad una maggiore Qualità della Vita.

Come gestire il panico?

A) Reinterpreta i segnali somatici: Per prima cosa è importante comprendere che i sintomi sopraggiunti sono semplicemente segnali del nostro corpo, un campanello che c’è qualcosa da cambiare nella nostra vita, qualcosa ci preoccupa, e sono quindi in qualche modo “utili” per quanto spiacevoli e che soprattutto non siamo di fronte ad un pericolo di morte e non stiamo per impazzire.

B) Controlla il respiro: è molto utile rallentare volontariamente la propria respirazione, questo aiuta a rallentare di conseguenza il battito cardiaco.

C) Riprendi contatto con il terreno: l’attacco porta la nostra mente a concentrare tutte le nostre energie sul pensiero ed è una buona strategia quella di camminare o di mantenere ben saldi i piedi sul pavimento, spingendo forte i piedi a terra immaginando di lasciare un’impronta nel terreno.

 Qual è il trattamento più efficace?

La terapia consiste prevalentemente nella Psicoterapia, che può essere affiancata da un trattamento farmacologico.

La prima fase del trattamento Psicologico consiste nell’aiutare la persona a comprendere il disturbo, fornendo indicazioni cliniche e insegnando a gestire il sintomo, rassicurandolo rispetto alla pericolosità del disagio che spesso viene erroneamente avvertita.

Allo stesso tempo il terapeuta indagherà le ragioni sottostanti, esplorando eventi di vita, sentimenti, emozioni, desideri.

Questo lavoro genera un sollievo iniziale e una prima riduzione della sintomatologia.

In seguito si lavorerà affinché tutto ciò che è emerso nella precedente fase (i meccanismi sottostanti) possa essere rielaborato in un senso positivo e più soddisfacente per la propria vita.

Contattami